Void

Ho imparato a riconoscerti perfino dal modo in cui bussi alla porta.
Vattene. Per favore, va’ via senza che debba essere io a cacciarti.
Non voglio farlo. Voglio soltanto che tu smetta di tornare.
gennaio 2008
Tipo: oneshot
Genere: malinconico, introspettivo
Rating: PG13
Personaggi: Ash Ketchum, Misty Waterflower
Linea temporale: ambientata dopo un ipotetico incontro di Ash alla Pokemon Cup.
Pairings: Ash/Misty, ma più che altro questa storia contraddice l'esistenza di questa coppia.
Warnings: ---

Note...
Non so bene cosa dire su questa storia. Potrei iniziare dicendo che l'idea di partenza proviene dal primissimo ascolto di The last time dei Within Temptation (perché no, non potete darmi una canzone con un testo del genere e pretendere che poi io la lasci lì ;_;!), ma avrei detto solo una piccola parte di quella che è la realtà. La verità è che questa storia parla più di me che dei suoi personaggi, e non è un caso che qualcuno abbia notato somiglianze fra me e l'Ash protagonista di questa storia. La verità è che avevo bisogno di scrivere molto di quello che trovate qui, e ancora più del solito quello che state per leggere è principalmente scritto per me, non per voi. Per lo stesso motivo è stata anche immensamente difficile da scrivere e forse non l'avrei neppure finita se a causa di un danno al pc non mi fossi ritrovata a trascorrere una settimana a cercare qualche passatempo alternativo alla stesura di un'altro progetto al quale sto lavorando (e al quale tengo molto di più, perché non si tratta propriamente di una fanfic). Il risultato della settimana trascorsa senza computer e senza internet è stato questa storia, ed un'altra molto più insulsa e meno impegnativa che devo ancora rivedere e ribattere a pc. È però di questa che sono soddisfatta più che dell'altra, proprio per via di tutto quello che ho detto finora: molto di ciò che ho dato a questo Ash in realtà è mio, e scriverne, trasformare tutto in una storia senza pretese di realtà, è stato quanto di più vicino possibile alla chiusura definitiva di un capitolo che dovrei aver chiuso già da molto tempo.
Ne dico, comunque, che anche la canzone nominata all'inizio ha fatto la sua parte. Perché se non l'avessi mai ascoltata è probabile che non mi sarei neppure fermata a riflettere su un paio di cose. In particolare la frase "Now I know it's the last time I have tried/To lift you up, to make you fight" mi ha fatto prima pensare a me stessa e poi, nel giro di una frazione di secondo, mi ha delineato in mente la scena finale di questa storia, dove ho appunto inserito alcuni passi della canzone ad un ritmo serrato proprio per cercare di rendere la primissima idea che ne avevo avuto: immagini e musica insieme. Qualcosa di non facile da rendere con le parole, e infatti so di non essere riuscita appieno a rendere quello che avevo in mente.
Per quanto riguarda la storia in sé, invece, ho ottenuto esattamente quello che volevo. Ovvero descrivere un crollo lento, doloroso non in modo immediato e lancinante ma in una maniera diversa, che logora pian piano dall'interno. Il concetto è reso meglio nel passo della storia in cui ho parlato delle spaccature della crosta terrestre (a proposito, si ringrazia la mia professoressa di chimica che mi ha dato l'idea parlando del marmo), ma quel paragrafo è solo una sintesi più intensa di quello che volevo dire con l'intera storia. Sono soddisfatta anche di come ho descritto il rapporto di Ash e Misty, e di come l'ho fatto evolvere nel corso della storia, trasformandolo dal legame puro che è - perché lo è, nell'anime, su questo non transigo, magari prima o poi ne parlerò più diffusamente - ad un affetto insano, malato, che fa male ad entrambi: a lei perché non riesce a stargli lontana, ma al tempo stesso rimanergli vicina diviene sempre più impossibile; e a lui perché nonostante tutto quanto le vuole bene, e desidera che lei smetta di farsi del male cercando di rimanergli accanto, ma proprio perché le vuole bene non ha il coraggio di cacciarla.
Non so se alla fine ho reso bene l'idea come volevo - secondo me si capisce, ma non so se è così anche per chi legge - ma la "voce" che parla nella mente di Ash, e dice Hai perso, non si riferisce più all'incontro ma a qualcosa di molto più grande: la vita stessa. Perché chiudendosi in se stesso, costruendo il suo muro e lasciandosi divorare dal vuoto del titolo (Void), Ash ha perso una partita ben più importante dell'incontro in sé.
Un paio di cose ancora, poi avrò esaurito tutto quello che potevo dire. La prima è il titolo. Trovare un titolo per questa fanfic è stato qualcosa di allucinante o_o; originariamente pensavo di intitolarla The last time, come la canzone, ma dire che non mi convinceva tanto è un eufemismo. Da lì sono passata a Behind, per via di un'altra canzone sempre dei Within (Forgiven: "(...)You gave up the fight/you left me behind(...)") e poi a The fall within, che è una canzone dei Sirenia. Intitolarla semplicemente Void, vuoto, è stata un'illuminazione che ho avuto alla fine e devo dire che non credo avrei potuto trovare titolo più appropriato. La seconda cosa riguarda la variazione del punto di vista narrante nel corso della storia; passo da prima a seconda a terza persona più di una volta. Non c'è un motivo preciso a dir la verità. Semplicemente, quando scrivo ogni parte della storia si forma nella mia mente da sola, e potrei dire che è lei stessa a decidere come essere narrata, e per quanto possa sembrare una qualche metafora poetica non sarebbe molto lontano dalla realtà. Fra l'altro, questa è stata anche la prima volta che ho provato a narrare dal punto di vista diretto di Ash, e posso dirne solo che ho amato farlo.
L'ultimissima cosa riguarda il finale. Dirò che ogni tanto mi piace immaginare un finale diverso per questa storia, un finale in cui Ash quell'Aspetta non se lo tiene dentro. Un finale in cui Misty torna. Ma Void finisce con Ash che non ferma Misty, ed il resto è solo il mio buon cuore.

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