Tipo: oneshot
Genere: malinconico, introspettivo
Rating: PG13
Personaggi: Ash Ketchum, Misty Waterflower, Brock
Linea temporale: imprecisata, comunque è Natale °-°.
Pairings: Ash/Misty
Warnings: ---
Note...
Aww. Teoricamente avrei molte cose da dire su questa storia. Ma solo
teoricamente. Perché in realtà l'averla finita quasi tutta in un giorno - si
potrebbe dire tutta se non fosse per il paragrafo iniziale - mi ha lasciata
totalmente prosciugata a livello scrittorio, tanto che sarà un miracolo se
riuscirò a mettere insieme qualche riga decente d'introduzione XD ma volevo
assolutamente pubblicare su EFP allo scoccare della mezzanotte, quindi anche se
non volevo ho dovuto obbligarmi a stare incollata alla tastiera. In realtà è
stato anche meno difficile di quanto non avessi immaginato. E Dio, averla finita
è una soddisfazione immane *_*.
Comunque, niente, questo è il mio consueto sfogo natalizio (
consueto per
modo di dire, in quanto si tratta di una consuetudine nata l'anno scorso, ma
sorvoliamo su questo dettaglio). Non riesco a vedere il Natale come un qualcosa
di totalmente positivo, e il risultato sono fanfic di questo genere, ovvero
altamente deprimenti. Va beh, almeno questa finisce bene. E non perché
è
Natale e siamo tutti più buoni, ci mancherebbe. Cazzata dell'anno -
l'avessi voluta far finire male fin dall'inizio col cavolo che l'avrei fatta
finire bene soltanto perché è Natale, non mi importa proprio nulla. Se fosse
per me il Natale non lo festeggerei affatto, figuriamoci. Non sono più buona
del solito solo perché è dicembre, sono coerente con me stessa 365 giorni su
365. Questa storia finisce bene solo perché già nell'idea di partenza doveva
finire bene. Argomento chiuso.
Un'altra cosa per me importante - in questa storia ho parlato del pattinaggio,
che è stato un tassello della mia vita fino a che non ho iniziato le superiori.
L'ho praticato per tre anni (non sul ghiaccio come in questa storia, a rotelle,
ma tant'è, questa è una storia natalizia e ci doveva entrare la neve), poi ho
smesso per mancanza di tempo ed anche in seguito ad una caduta (no, non sono
cascata in un laghetto), ma mi viene quasi da piangere ogni volta che vedo
qualcuno che pattina ;_;. Non ne avevo mai parlato in una storia ma volevo farlo
da parecchio, e questa si prestava bene anche se alla fin fine ne ho parlato
poco per ragioni narrative. Probabilmente lo rifarò in qualche altra storia
prima o poi, però.
Mi è piaciuto molto scrivere anche il pezzo su Misty da piccola. Ho usato
volutamente un linguaggio infantile, trattandosi dei ricordi di una bambina di
tre anni. Il risultato mi piace molto, così come mi piace la prima parte, fino
agli angeli di neve. Ho provato a rendere quella parte un po' inquietante, non
ci sono riuscita appieno ma il risultato mi soddisfa comunque. Per quanto
riguarda il
"Mi chiedevo come ci si sente ad essere congelati",
credo di aver inconsciamente citato un libro letto tantissimo tempo fa,
Fotocoppia (sì, scritto così) di Jacqueline Wilson. Non ne sono sicura però,
dovrei controllare.
Quella che mi piace meno è la parte finale, ma oramai così è e così resta,
anche perché il tempo a mia disposizione è finito (okay, detta così sembra
che io stia per morire. Vediamo di sdrammatizzare: ho passato l'intero
pomeriggio a ripetere "Non c'è tempo! Non c'è tempo!" come il
Bianconiglio di Alice).
Ah, in caso non si fosse capito il titolo e le frasi in inglese all'inizio e
alla fine del testo sono tratte da
Happy Christmas (war is over) di John
Lennon X°D Io però ascoltavo la versione interpretata da Tarja Turunen, la ex
cantante dei Nightwish ù_ù. Eh gia.
Ah, un'ultima cosa (che non c'entra nulla con tutto il resto in realtà), poi
chiudo questa introduzione chilometrica che ha tradito alquanto le mie
aspettative, dato che pensavo di riuscire a spremere al massimo dieci righe:
voglio che nevichi ;_;. Qua non nevica mai ._." l'ultima volta che ha
nevicato io avevo sei mesi .__.""
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