Tipo: oneshot
Genere: introspettivo, triste
Rating: PG13
Personaggi: Misty Waterflower, Tracey Sketchit.
Linea temporale: in un futuro abbastanza lontano; presupponendo che
Misty avesse quindici anni nell'episodio in cui saluta Ash e torna a Cerulean,
questa storia si colloca circa trent'anni dopo.
Pairings: Ash/Misty.
Warnings: deathfic
Note...
(È consigliabile che leggiate la fanfic prima di leggere qui.)
°_° ...io ho paura di questa storia. Ha fatto tutto da sola, l'idea che io
avevo in partenza era
un'altra. Solo che mentre scrivevo la storia ha
preso il sopravvento e ha deciso da sola come doveva andare. Sul serio. Ed è...
strana, boh, ad essere sincera non sono neanche sicura che si capisca bene.
Cioè, a me pare di sì, ma forse soltanto perché sono stata io a scriverla?
Comunque, nell'idea che avevo originariamente, Misty doveva passare la vita ad
attendere Ash
senza sapere che lui in realtà è morto; invece il
risultato finale è che lei
lo sa, ma finge che non sia così, perché fa
meno male. E io
non ho veramente deciso niente di tutto ciò o_o;
L'ispirazione, comunque, proviene dal
testo
de "Il marinaio" di Angelo Branduardi, che ho ascoltato casualmente
qualche giorno fa dopo aver trovato una vecchia audiocassetta (oh, io neanche
Branduardi posso ascoltare senza fare danno evidentemente). Ed anche stavolta
è venuta fuori una cosa paurosamente deprimente, lo so, evidentemente al
momento non riesco a scrivere altro (cioè, non che di solito scriva cose
particolarmente allegre, ma quelle che sto scrivendo al momento sono
esageratamente
non-allegre D:). Mi piace il fatto che sia scritta in seconda persona; è
uno stile con cui mi trovo bene, anche se è scomodo quando si tratta di
scrivere cose lunghe. In generale, alcuni passi mi piacciono, altri un po' meno,
alcuni li trovo semplicemente strani ò_ò".
E decisamente non si direbbe che Misty è uno dei personaggi che preferisco
°_°" quando in una delle mie storie è lei a morire Ash si rifà una vita
(con Vera), quando invece a morire è Ash questa poveretta si ritrova
immancabilmente trasformata in un caso clinico. Dovrei provare a fare il
contrario, qualche volta. NON DOVEVO DIRLO ora lo farò sul serio.
Il titolo fa schifo ò_ò". Non me ne veniva in mente nessuno che fosse
valido, mentre la scrivevo il file era addirittura salvato come "senza
titolo". L'ho rinominato "attesa" per passarlo ad Ery via msn e
dato che non mi veniva in mente niente di meglio quello è rimasto.
Ok, ho quasi finito le cose da dire, solo qualche nota stupida: al fatto che
Misty abbia quasi quarantasei anni e pare comunque che non faccia nulla dalla
mattina alla sera - tipo, non so, lavorare? - ci ho pensato, e poi ho liquidato
la cosa con "chissene è_é è domenica è__é" (notare il mio modo
maturo
di far quadrare le cose). La seconda nota stupida è che senza motivo - e
sebbene non compaia neanche in scena - adoro la figlia minore di Tracey, Emily.
E voglio anche riutilizzarla prima o poi, magari facendola anche effettivamente
comparire :O
»
leggi