Even now you saved my life
marzo 2007
Conteggio parole: 300
Genere: triste, angst - side story
Rating: PG
Personaggi: Misty Waterflower
Linea temporale: due mesi dopo la fine della mia Ghost.
Pairings: Ash/Misty
Warnings: ---

Note...
Primo triplo drabble che scrivo, è stato una faticaccia! Comunque, è ispirato alla mia fanfic Ghost, quindi è inutile dire che se non avete letto quella non ci capirete niente. Ghost è una fanfic a cui sono molto affezionata, infatti ha già ispirato un'altra shottina prima di questo drabble. Per il resto... che dire di queste poche righe? Niente, è una cosa venuta fuori dal nulla, mentre attraversavo la strada per arrivare a scuola. Non preoccupatevi, non mi volevo suicidare è___é Fondamentalmente, è Misty a due mesi di distanza da dove l'ho lasciata con la fine di Ghost.

Even now you saved my life

Sono passati due mesi.
La verità è che io continuo a fare tutto come se tu fossi ancora qui.
La mattina, quando non sono ancora del tutto sveglia, la prima cosa che penso non è Sì, va bene, lui è morto ma io sono ancora qui, posso andare avanti. Io penso che aprirò gli occhi e vedrò il tuo sorriso. Credo che continuerò a pensarlo per tutta la vita. È più forte di me.
E certe volte durante il giorno mi sembra tutto così normale che mi sorprendo a illudermi che sia stato tutto un brutto sogno, che non può essere tutto così normale anche se tu non ci sei. Che il mondo intero dovrebbe essere vuoto, senza di te. Che il sole dovrebbe sembrarmi meno luminoso, le chiacchiere delle persone che ho intorno meno spensierate e allegre, senza che tu sia vicino.
E allora mi illudo. Mi illudo davvero. Non dovrei; qualunque strizzacervelli direbbe che è la cosa più sbagliata che io possa fare. Ma io davvero non riesco ad accettare che anche adesso tutto possa andare avanti come prima.
Poi, ricordare che tu non ci sei fa male.
Fa troppo male.
Ieri ho attraversato la strada senza guardare, aspettandomi che una macchina mi investisse. Sperando che una macchina mi investisse. Poi, arrivata a metà, di colpo mi sono ricordata di quello che mi hai detto prima di andare via.
«Misty, ce la puoi fare, lo so. Puoi essere forte.»
Credo che sia stato solo allora che mi sono resa conto di quello che stavo facendo. Allora ho corso. E avevo appena posato i piedi sul marciapiede opposto che una macchina è passata davvero, sfrecciando ad almeno novanta all’ora.
Se non avessi corso credo che mi avrebbe presa in pieno.
Mi hai salvato la vita ancora una volta.


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